1860-1900: l'omnibus e la povera signora Botta

di Davide Damiani*

Le vicende del trasporto pubblico urbano a Trieste seguono a ridosso lo sviluppo del porto. Verso la metà del 1800 il traffico marittimo favorisce, oltre ai trasporti a grande distanza, anche quelli urbani. Dopo l'inaugurazione della Ferrovia Meridionale (la Trieste-Lubiana-Vienna), avvenuta il 27 luglio 1857, collegante l'impero danubiano con il suo porto adriatico più settentrionale, e parallelamente allo sviluppo dell'edilizia urbana (connessa alla crescita dell'emporio marittimo), nasce e si estende il servizio pubblico di trasporto cittadino.

Nel 1860 un primo servizio di omnibus percorre lento, rumoroso e traballante la città. L'attraversa diametralmente dal giardino pubblico ai bagni Oesterreicher. Dapprima la tariffa è di quattro soldi, poi di cinque. Però, un discreto servizio di omnibus può essere organizzato solo nel 1875 dalla Compagnia Cimadori e Vitturelli. Altre imprese, quali la Bertin, la Enei e la Cazziola, moltiplicano i servizi, ma gli omnibus della Cimadori e Vitturelli sono ricercati per la forma, la comodità e l'eleganza. In vettura i posti disponibili sono otto, con entrata nella parte posteriore del veicolo.

Nel 1875 alcuni privati costituiscono una società con capitale belga. Il 21 marzo 1876 la società stipula con il Comune una convenzione "relativa all'esercizio del servizio tranviario a cavalli nella città di Trieste", per la durata di 35 anni. La convenzione assicura al Comune il 5% dell'utile netto della gestione e impone alla società la manutenzione e la conservazione del selciato posto entro e ai lati dei binari. La nuova Società Triestina Tramway provvede immediatamente alla posa dei binari.

Nell'estate del 1876, l'inaugurazione della prima linea tranviaria, la Boschetto-Portici di Chiozza, è una festa per i cittadini. L'avvenimento è solennizzato dalle note di una ironica canzonetta:

Dai, dai, dai,
pe' l Corso va 'l tranvai,
se paga poco poco
e non se riva mai!
Vai, vai, vai,
che colpa ga el tranvai
se la vecia Bota
xe 'ndà soto i cavai.

La vecchia e sorda signora Botta è la prima vittima del nuovo mezzo di trasporto.

Per precauzione le due piattaforme delle vetture tranviarie sono limitate da catene perché i passeggeri, per la velocità della corsa, non vengano sbalzati fuori dalle stesse.

Durante l'estate i rimorchi sono sostituiti da eleganti giardiniere, vetture aperte che permettono di godersi un po' di fresco nella calura estiva.

Nel 1800 gli inconvenienti che i deragliamenti creano inducono le autorità ad adottare un nuovo tipo di binario.

In pochi anni Trieste vanta una piccola rete tranviaria a cavalli che favorisce l'espandersi dell'abitato. Nel 1887 risultano in servizio le seguenti linee:

  • stazione ferroviaria centrale (Sudbahnhof) - Tergesteo - corso - giardino pubblico - Boschetto;

  • stazione ferroviaria centrale (Sudbahnhof) - Tergesteo - stazione tranviaria di Sant'Andrea (Staatsbahnhof).

A queste prime linee ben presto fanno seguito quelle per Barcola, Barriera Vecchia, piazza Giuseppina (ora piazza Venezia), il Punto Franco e il Bagno Fontana.

Alla fine dell'Ottocento il Comune, vagliate le offerte, affida alla Società Triestina Tramway "di trasformare in elettriche parte delle tranvie esistenti in città".

Il 16 maggio 1898, fra il Comune di Trieste, rappresentato dal "Magnifico Podestà l'Illustrissimo Signor Dottor Carlo Dompieri e dai consiglieri comunali e membri della delegazione municipale dottor Moisé Luzzato e dottor Giuseppe Mazorana", e la Società Triestina Tramway, viene stipulata e conclusa la convenzione secondo la quale il Comune di Trieste accetta le offerte della Società Triestina Tramway e "le concede di sostituire alla trazione a cavalli la trazione elettrica, con ampliamento delle linee esistenti". La società è autorizzata a conservare la trazione a cavalli per i due tronchi di linea via Economo-Bagno Fontana e piazza Stazione-Punto Franco, purché, per quest'ultimo tronco, "la trazione a cavalli abbia a principiare dal punto di biforcazione delle linee per Punto Franco e Portici di Chiozza, in piazza Stazione.

La Società Triestina Tramway assume l'obbligo della costruzione e dell'esercizio delle seguenti linee:

  • prolungamento della linea di Sant'Andrea fino alla base del colle di Servola (ma ciò solo solo dopo che sarà risolta la questione pendente fra il Comune e la Ferrovia Trieste-Parenzo);

  • nuova linea al di là dell'Istituto dei Poveri con il percorso Ponte della Fabra - via Solitario - via Istituto - via Conti;

  • via Caserma (l'attuale via 30 Ottobre) - piazza Caserma (l'attuale piazza Oberdan) - via Commerciale - via Belvedere (l'attuale via Udine) - Roiano;

  • piazza Giuseppina - via Lazzaretto Vecchio - Campo Marzio.

La Società Triestina Tramway si obbliga a lasciare intatto il tratto di raccordo lungo piazza Giuseppina per poter sospendere il servizio in via del Lazzaretto Vecchio nei giorni di eccezionale traffico, e riprendere l'itinerario attuale. È data facoltà alla Società Triestina Tramway:

  • di collocare sulla linea di Barcola un secondo binario fisso all'imboccatura della via di Miramare (uscita merci della Sudbahn);

  • di occupare con un secondo binario la piazza dei Negozianti (l'attuale piazza Tommaseo), la quale verrà sgomberata da alberi, colonnine e chioschi, escluso il casello della Società;

  • di collocare un binario di scambio sulla piazza di Mercato Vecchio.

Il podestà Dompieri precisa inoltre che "la Società è tenuta a prendere al suo servizio persone di nazionalità italiana e, a preferenza di ogni altro, pertinenti al Comune di Trieste, e di limitare l'orario di lavoro, da approvarsi dal Magistrato Civico (quale autorità industriale), in modo da corrispondere alle ragioni dell'igiene e dell'umanità".

Alla sua massima espansione (1899-1900), la rete tranviaria a cavalli conta le seguenti linee, contraddistinte da speciali tabelle colorate:

  • Boschetto-Servola: tabella verde;

  • Kandler-Sant'Andrea: tabella metà rossa e metà verde;

  • Barcola-Portici di Chiozza: tabella biancoverde;

  • Barcola-piazza Tommaseo: tabella biancoverde;

  • Berriera-piazza Giuseppina: tabella bianca;

  • via Conti-Roiano: tabella gialla.

Le vetture sono trainate da due cavalli, tranne quelle delle due linee minori che sono trainate da un solo cavallo. La prima di queste due linee parte dalla piazza antistante la stazione e penetra nel Punto Franco; l'altra fa la spola tra le vie Economo e il Bagno Fontana.

*questo articolo è tratto dal volume I trasporti a Trieste, a cura dell'Azienda Consorziale Trasporti di Trieste, 1981.

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